"The Shadow Hour" di Melissa Grey

Recensione un po' sul tardi rispetto alle solite ma l'avevo programmata per un'altro giorno, poi ho temuto di non riuscire a scriverla in tempo, così ho scelto di pubblicarla oggi. Sono rientrata da qualche ora dall'incontro con avvenuto alla casa editrice Newton Compton. Quattro ore molto piacevoli ma sono arrivata a casa alle tre di pomeriggio. Ho dovuto disdire una cena che iniziava in un circolo alle 19:15, perché a quest'ora avrei già dovuto rimettermi in moto per uscire ç_ç Così ho deciso di curare il blog per tutta la settimana e non avere impegni di scrittura durante la settimana. Come se non bastasse, dal sabato di domani avrò tutti i sabati di gennaio occupati dalle lezioni. 


Titolo: The Shadow Hour
Autore: Melissa Grey
Saga: The Girl at Midnight #2
Editore: Delacorte Press
Pagine: 421


Everything in Echo’s life changed in a blinding flash when she learned the startling truth: she is the firebird, the creature of light that is said to bring peace. The firebird has come into the world, but it has not come alone. Every action has an equal and opposite reaction, and Echo can feel a great and terrible darkness rising in the distance. Cosmic forces threaten to tear the world apart. Echo has already lost her home, her family, and her boyfriend. Now, as the firebird, her path is filled with even greater dangers than the ones she’s already overcome. She knows the Dragon Prince will not fall without a fight. Echo must decide: can she wield the power of her true nature—or will it prove too strong for her, and burn what’s left of her world to the ground? Welcome to the shadow hour.



Con la fine del primo romanzo della trilogia The Girl at Midnight, abbiamo lasciato Echo e la compagnia in una situazione precaria. Dopo la scoperta della sua vera natura, Echo si nasconde a Londra e non sa davvero cosa fare. Gli Avicen, dopo la morte di Ruby e le sue azioni, non sono più la sua casa e i Drakharin la stanno cercando. Ivy, Jasper, Dorian e Caius — neppure loro versano nelle migliori condizioni.
Rispetto al primo libro, devo dire che ci sono stati diversi miglioramenti ma dall’altra non posso dire che The Sahdow Hour si sia trasformato in un capolavoro della letteratura ya. 
Alcune caratteristiche sono sempre rimaste le stesse. Abbiamo ancora Echo che pensa a delle parole nei momenti meno opportuni, assieme al loro significato. Vi è sempre una componenti urban fantasy molto diversa dalle altre, che mischia luoghi magnifici — Scozia, Cina, Londra… — con componenti folkloristiche molto particolari. 
Questa è forse la cosa che più apprezzo della Grey, ovvero di tirare fuori figure mitologiche come il Firebird — aka la Fenice, ma di questo animale mitologico esistono molte interpretazioni — e la kucedra — che spero di aver scritto bene. Unico appunto che andrebbe fato a tal riguardo sono le spiegazioni. Ora, io conosco abbastanza bene il folklore, quindi comprendere cosa tale creatura potrebbe essere o sfogliare uno dei miei libri e capire di cosa si stia parlando, richiederebbe solamente un attimo. Lo stesso non credo di poter dire per gli altri. La Grey dovrebbe fornire subito delle spiegazioni sul background di tali creature, anche in breve e magari dalle labbra della Ala o di Echo, che a tal riguardo non mi sembra inesperta. O magari di Caius. 
Comunque, non posso negare di aver letto con piacere questo secondo volume, soprattutto perché l’ho preso per come è: un’avventura divertente, con accenni comici, il giusto tocco di feels ma non impegnativa. 
Per un volta tanto, la romance mi è piaciuta, ma non quella fra Echo e Caius, o il triangolo che si forma — più o meno, perché si vede chiaramente come stanno le cose — con Rowan. Se avete letto il primo libro, capirete a quale coppia io mi stai riferendo. Dorian e Jasper ci sono riusciti, dopo secoli, ma ci sono riusciti e io non ho potuto essere più felice. La mia ship ha vissuto e sopravvissuto. Per giunta è molto più appassionante della romance di Echo. E questa cosa non la considero neppure uno spoiler, perché era praticamente scritto nel destino, nelle cielo e nelle stelle. L’unica cosa che temevo è che ci avrebbero messo tanto tempo da continuare anche nel terzo libro. 
Come se non bastasse, ho trovato un’altra ship davvero carina e che coinvolge Ivy, l’amica di Echo, e un nuovo personaggio che spero avrà maggiore rilevanza nell’ultimo capitolo della saga. Insomma, per una volta mi sono davvero divertita e ho fatto la fangirl. 
Altra cosa che ho cominciato a gradire è stata il personaggio di Altair e il suo avvicinamento a Echo. Ho sperato fino all’ultimo in un abbraccio e un “mi dispiace” da parte del capo degli Avicen, cosa che però non è avvenuta per motivi che scoprirete leggendo. Anche il personaggio di Tanith si è fatto avanti, mostrando alcuni lati di sé un po’ diversi e meno piatti rispetto al primo romanzo, senza seppure essere in grado di risaltare sullo sfondo.
Ho trovato alcune soluzioni e scene essere piuttosto cliché, per cui secondo me c’erano delle parti in più che non servivano davvero a nulla se non allungare il brodo. Ho trovato leggermente irritante la melensaggine di Rowan, sia sul fronte morale che sentimentale — svegliati, amico! — e tutti i drammi che Echo si fa riguardo la sua natura. Drammi, fra l’altro, che non hanno alcun motivo di essere, soprattutto perché una delle sua età dovrebbe essere in grado di capire se è una persona che tende a fare del bene o del male, a maggior ragione se si tratta di se stessa.


Il  mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchostro


2 commenti

  1. Mi fai ben sperare nel leggerlo visto che il primo non è che mi aveva poi tanto preso.

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    1. Sono davvero curiosa riguardo il terzo e ultimo libro

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)